Fatacarabina

Fatacarabina

venerdì 31 agosto 2012

Cose che penso

Penso che certe persone, che ti entrano in testa senza bussare, all'improvviso, e ti fanno fare un bel sorriso mentre sei davanti allo schermo del pc, mentre parli con il capo che te la sta smenando sul fatto che vuole di più, mentre sei a colloquio con il tipo pedante e che magari ha anche lo sputacchio facile, che esce pure quello pedante, mentre sei al banco del supermercato con il numero 100 e hanno appena chiamato il 97 e a te scappa di andare in bagno, e un bagno non c'è, mentre sei in coda dal dottore e attorno a te parlano di calli, malattie cardiache e funghi, mentre sei in macchina e la radio ti trasmette solo musica unz unz e non puoi cambiare perché a tuo nipote piace tanto, mentre sei al bancone del bar e ti pare che tutti non abbiano di fondo nulla da dire e fanno quel blablabla sommesso che fa solo l'effetto di un ronzio che toglie suono al silenzio. Io penso che certe persone, che ti entrano in testa senza bussare e ti fanno sorridere solo grazie al ricordo, che ci sono state, che ti hanno fatto ridere, che ti hanno abbracciato, che ti hanno detto che sei stupida, ecco quelle persone meriterebbero un regalo all'anno, senza ricorrenze fisse, quando viene viene. Solo per dire grazie, che ci sei.


Ovunque siano.

giovedì 30 agosto 2012

mercoledì 29 agosto 2012

lunedì 27 agosto 2012

Tan-tan-taan

Tan-tan-taan.
Odio il suono della sveglia ma devo odiarlo per svegliarmi.
Sembra assurdo ma mi risolve un sacco di problemi.

Io se dormo, profondamente, fatico a svegliarmi. Se sogno, ancora peggio. Se sogno cose belle, tipo fare sporcacessi con uomini bellissimi, siamo al disastro.
Faccio tardi.
Mi serve un rumore odioso, fastidioso, per alzarmi e strapparmi all'onirico divertimento notturno.
Negli anni ho avuto tante sveglie, rimpiango ancora quella vecchia col batacchio enorme, che la caricavi la sera e poi dormivi con il ticchettio in sottofondo che conciliava. 
Poi sono arrivate le radiosveglie, io l'avevo sintonizzata su un canale di classica, e mi sono fatta ronfate epiche con il sottofondo di Mozart e Bach. Mi conciliano il rilassamento.

Poi sono arrivate le suonerie dei cellulari, che sono comode, eviti di avere troppi oggetti sul comodino, che è già occupato dai libri.
I grilli, no, mi fanno tenerezza.
Lo scampanellio della bici, no, che mi spinge a sognare lunghe pedalate.
Il sonar di "Caccia ad ottobre rosso", non si può, è la suoneria ufficiale delle chiamate e non mi piace confondermi.
Le musichette techno semplicemente non le sento.
Sono finita per adottare quel Tan-tan-Taan che parte sommesso e si eleva in un fastidioso crescendo, e dopo cinque minuti, riparte, sommesso, in crescendo.
Una rottura clamorosa.
Mi tocca svegliarmi per porre fine a quel fastidio, una volta aperti gli occhi capisco che è ora di alzarmi e non faccio tardi.
Ringrazio la sveglia ma la odio.
Profondamente.

venerdì 24 agosto 2012

Risveglio lento

C'è quel momento tra le 7 e le otto e mezza del mattino, che ti svegli, infastidito dal raggio di sole che filtra dalla tapparella. E' presto per alzarsi e riprendi a dormire ma non è un sonno profondo, è un vero e proprio dormiveglia con l'occhio che ogni tanto smette di sonnecchiare e va a cercare l'orologio per capire se è presto, ancora, o è quasi tardi.
E i minuti passano così lenti che la senti tutta la differenza con il resto della giornata in cui il tempo sembrerà volare, via, inesorabile, mangiandosi le ore a morsi.
Ed è bello assaporare quella lentezza con i minuti che diventano evidenti, nel loro passare lento.
E hai il tempo di abbracciare il cuscino, di stenderti a stella sul letto, di nuotarci dentro, di fare la capriole e le giravolte. Tutto lento, che c'è tempo.

martedì 21 agosto 2012

Follow you, follow me (1978)

Kaurismaki

Ho sognato in una tonalità che è quella dei film di Kaurismaki, stanotte, con quei panorami là, quelle facce là e quei toni di colore così particolari.
Ero in un cinema afoso e guardavo questo film sullo schermo e ad un certo punto mi sono accorta che quella proiettata era la mia vita degli ultimi mesi.
Oh vi dirò che ho trovato il film davvero bello, pieno di colpi di scena  e inattesi lunghi silenzi, romantico, con un finale privo di rancore che è tutta speranza, se ci penso.
Mi sono svegliata con la voglia di rivederlo, chissà se il mio cervello lo mette in cartellone.

lunedì 20 agosto 2012

Sunshine of Your Love

Mi

Mi han bruciato un pezzo di barena, a Campalto. E' successo la scorsa settimana. Stavolta l'area non è piccola, se passi in bici non si può non vedere la terra bruciata.
Mia madre è andata a vedere. E' tornata a casa inviperita, io sono qua che mi chiedo chi ha avuto  interesse a bruciare un pezzo di barena, bonificata e restituita alla gente, senza attracchi e servizi, selvaggia come deve essere e che deve diventare prolungamento del parco.

Ci ho messo il mi prima dell'han bruciato perché penso che quel posto sia anche mio. Non solo perché la mia famiglia ci è nata ma perché era il posto dei miei giochi bambini e pure di qualche camporella da ventenne e insomma, se ti bruciano qualcosa di tuo non puoi fare l'indifferente, no?

Se pensassimo che ogni posto che ci sta attorno è anche un pochino nostro forse non lasceremmo mano libera, avremmo tutti l'occhio vigile, non passerebbe inosservata l'azione, spesso interessata, qualche sparuta volta solo annoiata, di  chi intende distruggere quello che i nostri occhi amano guardare.

Non so se basta ma l'indifferenza è un male dilagante a cui bisogna porre un freno. Personale, ognuno per sé.
Nei rapporti umani come nei rapporti con il paesaggio. 

sabato 18 agosto 2012

Pozzanghera

Mi sono svegliata con la voglia di saltare dentro una pozzanghera.
Con tutti e due i piedi.
Sciaff.
Sporcarmi tutta. Sentire il fresco che vien su per le gambe. Gli schizzi sulla faccia.
Ridere. Di me, di te, di tutto quel che mi sta attorno, troppo sudato.
Non piove da settimane, l'ultima pioggerellina è durata 5 minuti, la pioggia è svanita prima ancora di aver potuto assaporarne l'odore.
Fa caldo, è una estate troppo calda per pensare.
Il venticello quando arriva, se arriva come adesso, lieve lieve, quasi fosse pure lui intimidito da tutto questo caldo che fa evaporare i nostri pensieri, è una magra consolazione.
Ci vuole una pozzanghera.
Adesso metto l'acqua in vasca e ci salto dentro, con tutti e due i piedi.
Sciaff, mi bagno tutto, il fresco su per le gambe, gli schizzi in faccia.
Rido.
Di me, di te, di tutti sti sentimenti sudati.

venerdì 17 agosto 2012

Ino

Ho sempre questo dolorino, tra lo sterno e la spalla, un dolorino che non è dolore eccessivo da far saltare ma che c'è.
Si appisola ogni tanto, io penso che è andato via.
Ma quando penso che è andato via, lui torna.
Adesso gli faccio il caffè, non sia mai che sono scortese con gli ospiti.

mercoledì 15 agosto 2012

Gli occhi

C'è che ieri sera ho conosciuto questo signore, che io a grandi linee so chi è, lui non sa chi sono io e non è importante.
Un signore che gli è successa una cosa, di quelle che le sai perché il passaparola c'è sempre, di quelle che ti lasciano in silenzio a pensare per un attimo come te la passeresti tu. E che non ammettono commenti. A lui è successo, a tanti è successo e a tanti succederà.
Questo signore, anche se è passato un mese, lo guardi e vedi che è innamorato.
Si è mescolato con un attimo di pudore all'inizio in mezzo a noi, tutta gente diversa, di età diverse, di mestieri diversi, che per caso ci siamo ritrovati in un posto che oramai sono convinta che concilia gli incontri e poi siamo andati tutti assieme, chi in macchina, chi in bicicletta, a caccia dell'unico bar decente aperto di notte in centro.
E non passava nessuno e c'era un cane nero con un collare con le punte e la testa grossa il doppio della mia, un paio di tipi che erano lì per tirar tardi ma aspettavano affari, un paio di turisti giapponesi e noi, che ci siamo ritrovati per caso e per caso ci siamo messi a raccontarci la vita degli ultimi mesi, chi ridendo, chi a bassa voce, chi con leggiadria, chi con un attimo di pudore proprio.
E questo signore,con gli occhi innamorati, si è bevuto un limoncello, ha mangiato dei biscottini spuntati da un bagagliaio, ha sorseggiato una birra con perfetti sconosciuti, si è fatto avanti, si è ritratto, ha detto due parole, è rimasto zitto.
Ha ascoltato tanto, sorridendo, con quegli occhi lì.
Secondo me è stato bene.

martedì 14 agosto 2012

Libri che ho letto (non contiene spoiler)

Ho appena finito di leggere Simenon, "I complici" (Adelphi) e mi è venuta voglia di imparare a scrivere come e meglio di lui.
Sboronismo, il mio, certo, ma la voglia di imparare  è una gran bella cosa e a me non manca di certo.
"I complici"è un libro regalato, perché doppio.
Ho questo amico che compra i libri di getto, poi va a casa, si accorge di averli già comperati e li regala. Con una dedica, che è bello avere un libro tra le mani di parole altrui con l'incipit che cambia perché ci sono altre parole, tutte per te,  sulla prima pagina bianca a disposizione.
Diventa un fatto privato quel libro.
Come la complicità, che è sempre, assolutamente, fatto privato, non di gruppo.
La complicità, se non è criminale, funziona solo per due, non oltre.
Se è criminale, forse funziona anche per dieci, ma gestirla è comunque un casino.
Chiedete a quelli della Magliana, per dire.

I complici di Simenon si possiedono, non si amano, ma ci lascio un punto di domanda sospeso su questa cosa qui; assieme involontariamente sono colpevoli ma fanno finta che no. Il protagonista davanti a questo far finta che no finisce che mette in discussione la sua vita, agiata, brillante, stimata.
Lo sapeva anche prima che i rapporti su cui si basava la sua vita erano niente, ma ci sono momenti, in cui è come se tutto fosse più chiaro, e allora quello che ti è andato comunque bene, per il quieto vivere, fino ad un momento prima, dopo, non ti va assolutamente più bene.
Lo senti come un corpo estraneo infilato dentro la carne, e pensi solo a toglierlo.
Un noir, quello di Simenon? No, è psicologia pratica, direi, ora che l'ho finito nel cuore della notte.

Questo Simenon, diverso da quello che ho conosciuto con Maigret, mi ricorda tanto Scerbanenco e il suo "Centodelitti", altro monumento noir, italiano, che però se lo leggi con attenzione e ti lasci prendere capisci che è pura psicologia pratica,  applicata al quotidiano, e fatta leggere ai matti che siamo noi.

Vedere, percepire, intuire, sentire, scrivere.

A proposito di sentire, ho già detto qui che ho riletto "Venezia è un pesce", (Feltrinelli) di Tiziano Scarpa (ci trovi altri riferimenti qui in questo blog) ed è una guida al sentire, vedere, gustare, una città immensa come Venezia senza l'abitudinario percorso pecora del turista.
Dovrebbero fornirlo come audioguida al percorso in città, per far perdere i turisti, sparpagliandoli per le calli a caso, senza meta, invece di far sempre il solito percorso Piazzale Roma-Ferrovia-Rialto-San Marco.

Non ho detto invece che ho letto "La lunga notte del dottor Galvan" (Feltrinelli) di Pennac (sì lui) ed è spassosissimo, corto ma spassoso come lui sa essere che quando l'ho letto ho percepito la leggerezza e se devo a lui sto nome che mi sono messa anni fa è per quello, la leggerezza, che ricerco ovunque.

Anche il "Dizionario delle cose perdute" di Guccini (Libellule) è leggero: fa venire davvero nostalgia di quel passato. Lui è più vecchio di me, ha ricordi di oggetti e giochi che sono quelli dei miei genitori ma la tradizione del racconto, il passaggio dei ricordi, ha abbastanza funzionato e tanti oggetti e situazioni non mi sono lontani, anzi.
E poi Corto Maltese "La giovinezza" di Pratt (Rizzoli Lizard) ma in versione ebook e i fumetti elettronici, uhm, non so, ecco, io ci lascio il dubbio anche se Corto Maltese è sempre irresistibile, raffinato.

Adesso sto leggendo "Sulla letteratura" (Bompiani) di Umberto Eco  e un librino di racconti di Wallace "Dire mai e altri racconti" che ho trovato dentro il Sole24ore in omaggio.
E mi sa che sono pronta per "Infinite Jest" anche se per portarmelo appresso, mi ci vorrà una borsa apposita.



lunedì 13 agosto 2012

E se andassimo tutti allo zoo comunale?

A guardare le bestie feroci?
Io non ci porterei la tigre che si rattrista di più.
In questi giorni sto inventando un sacco di giochi per lei.
Cantiamo molto, jannacci tanto.
Poi giochiamo a Campanon.
Mazza e pindolo, no, che in casa spaccheremmo tutto.
La lascio anche mordermi, che va bene così.
Le barzellette gliele racconto, giochiamo a carte, Monopoli e trivial ( e' bravissima)ma si rilassa davvero solo quando facciamo, assieme, le bolle di sapone.
Usciamo talvolta con gente anonima, così c'è poco da dire di vero, ci rompiamo molto le palle con quella gente li' che passa e va.
Non sono belli come le bolle di sapone che si moltiplicano,in decine, piccine, o si gonfiano enormi,che fan fatica pure a sollevarsi. Il bello e' farle scoppiare e sentire il puff dello scoppio e subito dopo averci la nostalgia di non averci giocato abbastanza. E ridiamo che la leggerezza fa solo che bene.

domenica 12 agosto 2012

Il soffio dell'ocarina

E' un muscolo cavo, è fatto di tessuti e tanto sangue. Non lo vedi mai, lo senti sempre, sta a te accorgertene. 
Senza, sei morto. Indispensabile. 
Diciamo che è buono, bello, generoso, arido, spezzato, gonfio di gioia, ghiacciato, solitario, arrabbiato, inacidito, violento.
Tutto passa attraverso il cuore, anche il vento ci passa dentro. 
Il cuore è un mattone forato, dicevo tempo fa.
Forse adesso dico che  è una ocarina di terracotta, che se la suoni ci produci un sacco di varianti ma se la fai cadere per terra, la ceramica va in mille pezzi.
E se lo tengo tra le mani, questo cuore ocarina, sento il soffio.
Che ogni volta che penso quello che mi sto imponendo di no, lui soffia. 
E' il vento che si sentiva libero, credo. 
Dovrei accompagnare l'ocarina con una bella fisarmonica, secondo me ci viene fuori una melodia nuova, di quelle che nessuno ha mai suonato. 
 Potrei andare in giro per le sagre, a suonare, sorridendo, la melodia soffiata dell'ocarina. 
:)

sabato 11 agosto 2012

Porco

Ieri dovevo andare in un ufficio, ho attraversato la strada e una macchina mi è passata a fianco. Una utilitaria blu. Dentro, alla guida, c'era un cinquantenne.
Capello brizzolato, pancetta prominente, maglietta grigio chiara con una scritta. Aveva il finestrino, lato guidatore, abbassato. La macchina mi è passata davanti mentre mi trovavo sulla linea di mezzeria. Non si è fermato per farmi passare ma passandomi davanti, il guidatore, si è messo ad urlare.
E ha tirato un bestemmione che pareva un ululato, da tanto ha modulato l'ugola per farlo uscire, e sul ...PORCO finale ha anche tirato fuori un do profondo, che mi ha fatto fare un passo indietro, per lo spavento, che ho temuto che se arrivava una macchina alle mie spalle, beh, quella mi centrava di sicuro.
La macchina ha proseguito e svoltato a destra; io dopo un attimo di tensione, che non avevo capito se quell'uomo bestemmiava a me, pedona, sulla linea di mezzeria, o con chi non lo so che era solo in macchina e non stava parlando al cellulare, me ne sono andata a fare quello che dovevo fare in quell'ufficio che mi aspettava.
Quando ho finito mezz'ora dopo mi sono fermata al baretto all'uscita dell'ufficio e ho visto fuori su un tavolino quell'uomo con la maglietta grigia, il porconatore. Leggeva il giornale, seduto.
Lui mi ha guardato, io l'ho guardato.
Sono entrata nel bar e ho chiesto un caffè. Lui è entrato alle mie spalle e ha detto alla barista che il mio caffè lo pagava lui.
Io mi sono voltato e ho detto di no.
Lui mi ha guardato e ha detto di sì.
Io mi sono bevuta il mio caffè.
Lui mi ha detto che me lo offriva per scusarsi, che non voleva pensassi che aveva bestemmiato contro di me, pedona sulla linea di mezzeria, ma stava bestemmiando contro tutto.
Io gli ho fatto notare che quel do profondo effettivamente mi aveva fatto pensare a un ululato.
Lui ha riso forte e mi ha detto che tutto gli sta andando di merda, ha detto proprio così, e allora in macchina quando è da solo, senza moglie che non gliene frega un cazzo di lui, senza figli che bisogna farli crescere bene, senza colleghi che il lavoro è sempre meno, senza niente, lui si diverte ad aprire il finestrino e tira saracche al sole.

Un pochino come i lupi che ululano alla luna, mi è venuto da pensare.
Ho tagliato corto e me ne sono andata, che io ieri non avevo molta voglia di partecipare alle sfighe altrui, ma poi ci ho pensato al porconatore sull'utilitaria blu, che si sfoga bestemmiando sull'asfalto, gli occhi al cielo, nel silenzio rumoroso dell'abitacolo, caldo, di questo Ferragosto che per tanti è fatto solo di ennesime insoddisfazioni.
Almeno si sfoga, e questo è bene.

Poi il pensiero è andato al fatto che lo fa bestemmiando che a taluni darà molto fastidio, specie a chi crede in quel colui che viene bestemmiato e apostrofato con un termine, porco, che ha tutta una sua valenza negativa. Ma i maiali non sono brutti.
Porco sta ad indicare qualcosa di animale, sporco e zozzo, però quando ce l'hai sul piatto il porco te lo mangi con tanto gusto.
Lo stesso è per l'uomo.
Se dici che uno è porco è per insultarlo.
Però un uomo elegante, che non lo diresti mai,  ma rivela un animo porco, a me ho scoperto che piace, e allora mi sa che non dirò mai più di nessuno che è un porco, in senso negativo; me ne guarderò bene perché usare parole negative in generale e poi farsele piacere in privato, boh, mi pare pratica un pochino da pochetti.
Poi mi è venuto da pensare che allora se porco mica è negativo, certe cose si possono dire, urlando fuori dal finestrino, ma lasciamo perdere...

venerdì 10 agosto 2012

Nessun commento in sospeso

La differenza sta nel fatto di rendersi conto di avere ottimi gusti, in fatto di umani, e gioirne senza farsi notare.

giovedì 9 agosto 2012

proviamo

Visto che io non ho voglia di dire niente, se avete qualcosa da dirmi, voi, potete farlo qui.
Ciao :)

mercoledì 8 agosto 2012

Don't worry, be happy





Naso rosso, fiore tra i capelli, un cappellino e un fiocco bluette.
A volte ci si sente così.
E oggi ho provato a disegnarmi, dopo aver strappato una risatina.
Meglio una risata di un vaffanculo.
Sempre.

martedì 7 agosto 2012

Non avere paura

Non è la depressione ma qualcuno vi dirà che lo sembrate, depressi.
Non è pazzia, non lo siete meno di molti altri.
Non è che siete cattivi di botto.
No.
Soffrire di ansia, quella spiacevole sensazione che ti prende e ti fa vivere nella paura, come in uno stato di stress costante, come se fossimo seduti sul seggiolino di una montagna russa lanciata a velocità pazzesca dentro il nostro cervello, e pensiamo che non possiamo controllare niente, ci costringe, quando decidiamo di affrontarla e tenerla lontana, ad avere sempre sotto controllo il nostro benessere.
Lo scrivo per quelli che forse sanno che ne soffrono, perché lo si capisce, ma non sono mai andati a parlarne con nessuno, di competente, intendo.
Dovrebbero farlo, andarne a parlare con uno psicologo o un terapeuta comportamentale.

Cercate di scendere dalla montagna russa e di vivere la vita affrontandola come un percorso di camminata lunga, in mezzo a prati e montagne, dove si suda molto, ci si mette fin troppo in discussione e si inciampa.
Non sempre la vita è una passeggiata. Spesso riserva dolori e fatiche, e proprio in quei momenti, l'ansia subdolamente cerca di nuovo di fare capolino.
Il modo migliore per tenerla lontana è essere vigili, sapere che mai camminerete in piano, perché l'inciampo è dietro l'angolo.
Talvolta si è deboli, perché provati e quando accade il patatrac, i rapporti con gli altri ne fanno le spese.
Anche perché gli altri faticano spesso a vedere i cambiamenti che noi abbiamo prodotto in noi stessi.
Non è facile, non è neanche dovuto, vedere.
Ho troppo rispetto di valori come l'amicizia per pensare che non si possa rimediare.
Ci vuole tempo, ci vuole voglia. Anche là non si cammina mai in piano, ci sono saliscendi, ci sono silenzi e parole, ci sono tante incomprensioni.
Tenere lontana l'ansia significa imparare che non siamo perfetti, che siamo fatti dei nostri errori, che quegli errori possiamo imparare a non ripeterli.
Sì può non avere paura.

Piccole scoperte



( il libretto è del 2004 - stampato da Filippi editore di Venezia)

lunedì 6 agosto 2012

Il bene che ti voglio

Sono rimasta inebriata da un abbraccio.
Ho cominciato a ridere.
Sono rimasta intontita da un bacio.
Ne ho cercati altri.

Ho avuto fame senza mangiare.
Ho avuto sete senza bere.
Ho avuto parole che avevano un senso.
Ho avuto paura di restare senza parole.
Ho avuto voglia di spogliarmi e correre.

Ho avuto di nuovo paura che le parole non bastassero.
Ho avuto la certezza che le parole non bastano.
Ho percorso chilometri per mostrare il bene che ho dentro.
Ho lasciato che prendesse aria.
L'ho visto correre.
L'ho visto ridere. 

Intontita, inebriata, orgogliosa, sincera, sfrontata.
Pensare che è tutto prodotto della mia mente...

sabato 4 agosto 2012

La differenza

Che poi se ti dicono che non ti vogliono vedere triste ma felice, e poi fanno cose, che ti rendono triste, e niente affatto felice,  io non ci capisco più tanto bene.
Che si pensa all'effetto, la felicità, e se ne provoca un altro, la tristezza.
Che è sostanzialmente la differenza tra esserci o no.

venerdì 3 agosto 2012

Meccanica

Mi serve una rettifica al cervello. Devo smetterla di fare certi sogni. O almeno dovrei sognare in solitaria.

giovedì 2 agosto 2012

Arturo e la Wanda

Arturo e la Wanda, dopo un iniziale periodo di annusamento e comprensione, si sono coalizzati. Fanno coppia fissa, stanno in casa ad ascoltare musica, mangiucchiare, leggere. Si raccontano le fiabe a vicenda. Lei gli racconta del mare, lui dei boschi. Lui al mare non c'è mai stato, lei  sui monti manco per niente. Sono carini, assieme.
Ieri sera abbiamo dormito tutti nello stesso letto,  nonostante il caldo, ma c'era un pochino di aria condizionata e insomma siamo riusciti a dormire abbastanza bene. Anche perché loro, ieri sera, le fiabe le hanno raccontate a me. In sottofondo, c'era il soffio della tigre, che è partita con un pippone maternale nei miei confronti che sono stata zitta ad ascoltarla. Eravamo tre contro uno, ero in evidente posizione minoritaria.

Non dirò del loro discorso, sono cose personali.

mercoledì 1 agosto 2012

42

1) mi immagino cose, l'errore consiste nel coinvolgere altri nelle visioni
2) sorrido spesso senza un motivo
3) perdo altri due chili e scendo sotto la linea del sovrappeso
4) tendo a non fare male al prossimo ma come tutti, ci riesco benissimo
5) ho i capelli arruffati da stregaccia ma ho l'animo da fata
6) la carabina in casa c'è stata davvero, ero piccina
7) ho segreti, alcuni non lo sono più perché li ho raccontati
8) quasi tutti i miei ex usano farmi gli auguri una volta l'anno, qualcuno azzarda anche a Natale
9) credo di avere delle grandi potenzialità inespresse
10) adoro stare in mezzo ai maschi ma amo le risate femminili
11) adoro il lavoro che faccio, mi ritengo una persona fortunata
12) sono indipendente e me ne vanto ma la mia forza sta nella mia delicatezza
13) a volte sono sborona
14) in quattro anni ho dimezzato il valore della mia glicemia e ho un colesterolo da atleta
15) ho amici a cui non posso rinunciare, spero sia altrettanto
16) raccontare credo sia l'unica cosa che mi riesce davvero bene
17) il 16) era un esempio di sboronismo
18) a diciotto anni  mi hanno regalato un braccialetto d'oro
19) a diciannove anni mi vedevo sposata
20) a venti sono andata in Grecia
21) non mi ricordo più quando ma dopo non mi sono più vista sposata
22) oi 'ndemo vedar i pin floi ( io c'ero)
23) sto leggendo "I complici"  di Simenon
24) ieri ho avuto la visione che mi andava bene
25) oggi ho avuto la conferma che non mi va bene
26) nella mia vita ho avuto cinque cani, un gallo, una oca bianca, due conigli, un germano reale, una anatra, un allevamento di lumache, una vasca da bagno piena di granchietti
27) il gallo si chiamava George
28) sì, ho visto Radici
29) sì non mi sono sposata perché mi mancava l'aria
30) una volta ho avuto un moroso mezzo delinquente
31) un'altra un moroso militare
32) un'altra non ho avuto un moroso perché gli ho riso in faccia quando si è spogliato
33) non mi piacciono i boxer di cotone con i baci stampati
34) ho visto Paolo Nori leggere, in una libreria molto bella
35) ho visto Guido Catalano leggere
36) sì sono innamorata
37) no non te lo dico
38) mi manca vedere Ugo Cornia leggere dal vivo
39) ho letto almeno cinque volte "Cent'anni di solitudine"
40) lo sto leggendo in spagnolo da tre anni
41) ce la farò a finirlo
42) to be continued...
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